Tempo di diplomi anche a Roma

Domenica 6 Novembre a Roma, presso il Polo didattico di piazza Oderisi da Pordenone ha avuto luogo la consegna dei C.O. (Certificato di Osteopatia strutturale) e degli attestati di AMO (Approccio Miofasciale Osteopatico). Nelle foto docenti e allievi della scuola.

Allievi del 4° anno con il C.O.
Allievi con attestato AMO
Allievi con attestato AMO
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Consegna C.O. e attestati AMO 23 Ottobre 2022

Domenica 23 Ottobre a Napoli, presso FOQUS, si è svolta la consegna degli attestati di Approccio Miofasciale Osteopatico e dei Certficati di Osteopatia strutturale. nelle foto gli allievi con docenti e assistenti.
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Le competenze dell’osteopata e l’insegnamento dell’osteopatia

lezioni Aperte
Nella seconda puntata del nostro podcast Dario Vitale parla delle competenze dell’osteopata e di come si dovrebbe insegnare l’osteopatia secondo l’approccio fondamentalmente pratico/pragmatico della nostra scuola.

D: Quali sono le competenze di un osteopata?
R: Sui limiti e sulle competenze dell’osteopatia se ne discute dai tempi di Still, con visioni opposte che vanno dalla biomeccanica di Littlejhon e Werham, passando per la sfera viscerale di Weishenck e Barral, fino alla biodinamica di Rollin Becker ed J. Jealous.
Fino ad oggi ogni professionista è stato libero di scegliersi ed approfondire gli strumenti che gli erano più congeniali, secondo le proprie attitudini, l’insegnamento che aveva ricevuto, seguendo un percorso personale di evoluzione personale.
Libertà che avevano anche i medici e che purtroppo stanno perdendo sotto il tallone dell’EvidenceBasedMedicine, la cosiddetta medicina basata sulle evidenze, che invece di produrre una continua e costruttiva revisione critica delle metodiche terapeutiche ha prodotto dei protocolli da cui nessuno osa più uscire per sperimentare strade terapeutiche nuove, alternative.
Per questo c’è da stare attenti quando si sente invocare un’EvidenceBasedOsteopathy, anche perché sicuramente l’avvento di un’osteopatia universitaria, la mutilerà di estese parti del suo corpus, quali visceri e cranio.
D: Si, ma di fatto di che si occupa?
R: L’osteopatia si occupa in senso lato del movimento, più nello specifico delle diminuzioni di movimento che possono subire tutte le strutture “mobili” del nostro organismo e che si ripercuotono negativamente sul suo funzionamento e sul suo stato di salute.
D: Di che tipi di movimento parliamo?
R: Quando si dice “movimento”, si pensa ai muscoli, alle articolazioni, forse a certi visceri come cuore, polmoni, visceri addominali. Ma il movimento, per noi come per la medicina ufficiale, si estende fino alle cellule e alle strutture ultracellulari. Ma mentre in medicina, le “patologie del movimento” esistono a pieno titolo solo in senso ortopedico o neurologico, per noi qualsiasi struttura perda movimento è patologica.
D: Prima hai citato varie visioni, spesso antitetiche, che generano diversi approcci tecnici. A quale visione aderisce la vostra scuola?
R: La nostra scelta è quella di una osteopatia strutturalista, in accordo non solo a quanto tramandatoci dai nostri Maestri, ma anche alla richiesta della stragrande maggioranza dei pazienti che si rivolgono ad un osteopata.
Scegliere di trattare certi argomenti escludendone altri, non è un parametro di parzialità o di ristrettezza di vedute, né vuole implicare peraltro un giudizio assoluto di valore.
Al contrario risponde all’esigenza di sfuggire da una trappola in cui si sta sempre più infilando la moderna osteopatia, quella della “tuttologia”. Sempre più vediamo gli osteopati discorrere da una parte di argomenti appannaggio della medicina classica quali l’immunologia e l’endocrinologia, secondo un totalmente frainteso concetto di globalità; dall’altra di temi che sconfinano nell’esoterico, con flussi e maree.
D: Allora secondo te quale deve essere un piano di studi “realistico”?
R: C’è un paradosso dietro le offerte formative incredibilmente vaste, che spesso troviamo sul mercato. Facciamo l’esempio di pediatria, materia che appartiene a molti programmi delle varie formazioni in osteopatia.
Le formazioni part-time in media prevedono un monte ore di 200 -250 ore per anno di cui, come è normale in una formazione prettamente pratica, almeno due terzi dedicati alle esercitazioni pratiche; per erogare le nozioni teoriche rimangono 70-80 ore per anno, da dedicare prima di tutto all’anatomia, alla biomeccanica,alla neurologia, alla radiologia,alla clinica e alla diagnostica differenziale per ognuno dei sistemi previsti dal piano di studi.
Se solo un corso universitario di pediatria prevede decine di ore lezioni frontali,necessarie del resto per dare ad un allievo osteopata, che vorrà curare dei neonati, i rudimenti di una fisiopatologia e di una diagnostica differenziale alquanto diversi da quelli di un’adulto, come farle entrare nelle nostre 200 ore. Stesso discorso per endocrinologia, per ginecologia, gastroenterologia, otorinolaringoiatria, per citare le materie più gettonate nei vari piani di studi.
Queste considerazioni ci hanno portato a ridurre drasticamente le materie previste dalla nostra offerta formativa che pretende appunto di formare, non di “informare”, come succede inevitabilmente quando in un piano di studi di osteopatia troviamo non solo le succitate materie ma anche l’embriologia, cito dal web, la psicologia, l’oculistica, la metodologia della ricerca, l’uro-nefrologia, l’odontoiatria e chi più ne ha più ne metta. Sono specchietti per le allodole per chi, inesperto, sceglierà istintivamente un’offerta più ricca, più globale.
D: Ma allora cosa può fare un osteopata se vuole occuparsi di pediatria o di ginecologia?
R: Il mio consiglio è di fare prima una scuola come la nostra, che dia dei concetti saldi, e delle competenze per affrontare la grande maggioranza dei problemi che affliggono el persone che si rivolgono all’osteopatia. Poi trovare delle specializzazioni serie negli ambiti desiderati.

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Incontra EOP. Il nostro podcast!

OSTEOPATIA: COASA SUCCEDE CON IL RICONOSCIMENTO

La nostra scuola ha aperto un podcast per parlare di osteopatia e delle storie di chi la pratica e la insegna con passione e dedizione.
Questo è il primo episodio in cui Dario Vitale parla delle problematiche connesse al riconoscimento dell’osteopatia in Italia

D: Adesso che l’osteopatia è stata riconosciuta come materia sanitaria, quali sono i pro e i contro di questo riconoscimento?
R: Le criticità, dal punto di vista dell’ordinamento legislativo, in merito all’attuale situazione dell’osteopatia in italia nascono fin dall’inizio, cioè dall’articolo 1 del D.P.R. 131 del 7 luglio 2021 in cui viene l’osteopata viene individuato come figura sanitaria e ne viene tracciato il profilo professionale.
In questo primo articolo, dei sei che compongono lo scarno decreto, l’osteopata – dopo una laurea triennale – si occuperà di prevenzione e mantenimento della salute trattando disfunzioni non riconducibili – mai, per carità – a patologie, nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico.
D: Se ho ben capito l’osteopata, secondo questo articolo, non si occuperebbe di curare patologie…
R: Proprio così, la norma prevede che l’osteopata si possa occupare solo di prevenzione e non di curare patologie; quindi avrà limiti di competenza inferiori ad altre lauree sanitarie triennali come quelle di un fisioterapista, di uno psicomotricista, di un podologo, che curano nei loro ambiti le relative patologie.
D: Resta da capire chi si rivolgerebbe ad un figura del genere, e per che motivo.
R: Questo è un capolavoro di ambiguità e di equilibrismo sociopolitico, progettato da una parte per non scontentare ulteriormente i fisioterapisti, già vessati dai famigerati elenchi speciali, in cui sono rientrati “dalla finestra” tutti gli abusivi contro cui per anni i poveri fisio avevano invocato la creazione di un albo.
Dall’altra probabilmente è stato un escamotage per non essere obbligati ad inserire gli osteopati nel SSN.
D : Come si prevede la formazione universitaria?
R: Le criticità continuano, anzi forse aumentano passando alla formazione universitaria dove, anche se non è stato ancora promulgato il relativo decreto attuativo, la scarsità della preparazione pratica che affligge le branche mediche, sarà ancora più evidente. Se per esempio ci sono fisioterapisti che lavorano ed insegnano negli istituti universitari, e reparti dove gli allievi fisioterapisti fanno pratica con dei veri pazienti, nel pubblico non ci sono né osteopati né relativi pazienti. Quindi non si capisce come e dove gli allievi osteopati potranno fare un minimo di pratica.
D: E il riconoscimento di quelli che attualmente si dicono osteopati?
R: Anche per il riconoscimento del pregresso non c’è ancora un decreto attuativo, ma quello che è sicuro è che l’Università per dare diplomi di laurea pretenderà un corrispettivo economico, tanto maggiore, quanto più scarsi saranno i titoli di chi lo richiede. E per titoli si intende CFU, Crediti Formativi Universitari, appannaggio unicamente delle università pertanto non attribuibili da alcuna formazione privata non universitaria.
Vale a dire che un fisioterapista laureato avrà un percorso più breve – e pagherà all’università meno soldi – di uno laureato in scienze motorie, per ottenere una seconda laurea.
D: Ma perchè un fisioterapista dovrebbe spendere soldi e tempo per acquisire un titolo che ormai è meno qualificante di quello che già ha?
R: Infatti non penso che un fisioterapista – cui una buona formazione ha già dato gli strumenti dell’osteopatia, e lavora in maniera soddisfacente, abbia voglia di tornare all’università per ottenere un titolo a questo punto meno qualificante di quello che già possiede.
D: In tutto questo bailamme che fine faranno le associazioni di categoria tipo ROI?
R: Che dire? Se ne contavano a decine, oltre al famoso ROI, prima di incassare la sonora sconfitta di un decreto che è passato sopra a tutte le loro richieste, mortificando un’intera categoria.
Facendo buon viso a cattivo gioco hanno innalzato dopo questo pseudo riconoscimento canti di vittoria…scompariranno tutte nell’oblio una volta istituito l’albo.

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Osteopatia Lezioni Aperte a Napoli

Ricordiamo a tutti i laureati e allievi di medicina e fisioterapia che desiderano verificare la qualità della nostra formazione, che nei giorni
18 e 19 GIUGNO a NAPOLI
possono aderire alla nostra iniziativa
“Lezioni aperte” partecipando alle lezioni su
BACINO e ARTO INFERIORE
Per prenotarsi contattare la nostra segreteria al
331 978 69 52
 
*Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.
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Lezioni aperte a Napoli

OSTEOPATIA LEZIONI APERTE*
Ricordiamo a tutti i laureati e allievi di medicina e fisioterapia che desiderano verificare la qualità della nostra formazione, che nei giorni
21 e 22 MAGGIO a NAPOLI
possono aderire alla nostra iniziativa “Lezioni aperte” partecipando alle lezioni su
PIEDE
Per prenotarsi contattare la nostra segreteria al
331 978 69 52

*Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

 

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Lezioni aperte a Roma Aprile 2022

OSTEOPATIA LEZIONI APERTE*
Ricordiamo a tutti i laureati e allievi di medicina e fisioterapia che desiderano verificare la qualità della nostra formazione, che nei giorni
23 e 24 Aprile a ROMA
possono aderire alla nostra iniziativa “Lezioni aperte” partecipando alle lezioni su
BACINO e ARTO INFERIORE

Per prenotarsi contattare la nostra segreteria al
331 978 69 52

*Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

 

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Consegna dei D.O. 2022

Domenica 6 Marzo 2022 si è svolta a Roma la consegna dei D.O. agli allievi della prima “sfornata” della sede di NAPOLI. A tutti un grande augurio di una vita professionale piena di successi.

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OSTEOPATIA LEZIONI APERTE a ROMA

OSTEOPATIA LEZIONI APERTE*
Ricordiamo a tutti i laureati e allievi di medicina e fisioterapia che desiderano verificare la qualità della nostra formazione, che nei giorni
5 e 6 Marzo a ROMA
possono aderire alla nostra iniziativa “Lezioni aperte” partecipando alle lezioni su
ARTO INFERIORE: COXOFEMORALE e GINOCCHIO
Per prenotarsi contattare la nostra segreteria al
331 978 69 52
*Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

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Inizio anno accademico 2022 a Napoli

Sabato 22 Gennaio 2022 è iniziato, presso FOQUS, il primo seminario in presenza per l’anno accademico 2022.
A tutti gli allievi di EOP un sincero augurio di un futuro ricco di successi professionali. Continua a leggere

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