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	<title>Scuola di osteopatia &#187; la parola agli allievi</title>
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		<title>Non solo viscerale</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la parola agli allievi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Lombardozzi Vorrei fare alcune considerazioni sull’approccio al paziente e sul metodo delle colonne di pressione, cercando di sintetizzare in pochi punti il messaggio che Finet e Williame ritengo abbiano voluto trasmetterci. Non voglio sostituirmi a loro spiegando ciò che hanno fatto, ma semplicemente fare una breve sintesi per chiarirmi e chiarire le idee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Massimo Lombardozzi<br />
Vorrei fare alcune considerazioni sull’approccio al paziente e sul metodo delle colonne di pressione, cercando di sintetizzare in pochi punti il messaggio che Finet e Williame ritengo abbiano voluto trasmetterci.<br />
Non voglio sostituirmi a loro spiegando ciò che hanno fatto, ma semplicemente fare una breve sintesi per chiarirmi e chiarire le idee su questo metodo, che alcuni ancora ignorano.<span id="more-301"></span><br />
Mi piacerebbe però partire da una considerazione che un giorno fece Dario Vitale rispondendo alla domanda di uno studente il quale osservava che non sempre le sequenze meccaniche che abbiamo studiato si rivelano esatte e a volte percepiamo  sotto le mani, cose diverse da quelle che  in teoria dovremmo sentire; in merito a ciò Dario disse:  “i ragionamenti che noi facciamo sulle  meccaniche sono delle costruzioni teoriche che gli osteopati hanno sviluppato per giustificare quello che sentiamo sotto le mani, ma la maggior parte sono osservazioni basate su criteri empirici”.<br />
E’ forse per questo che non sempre spiegano tutto e a volte sotto le mani ci arriva il contrario di quello che dovremmo sentire secondo i concetti classici.<br />
Ciò significa che per quanto condivisibili, le meccaniche osteopatiche, se pur basate su una conoscenza approfondita dell’anatomia umana, non sempre hanno un riscontro sperimentale, cioè non sono basate su ricerche condotte in modo rigoroso.<br />
Non sono un così profondo conoscitore dell’osteopatia da sapere quanti studi EBM siano stati condotti su di esse, so per certo però che Finet e Williame ci hanno presentato un metodo che si basa su ricerche sperimentali e durante le loro lezioni non c’è stata una parola che abbiano detto, che non sia stata supportata da studi e pubblicazioni e laddove questi erano ancora in divenire, hanno sempre avuto l’umiltà di farcelo notare, ammettendo che in quel caso le loro fossero solo delle considerazioni personali ancora da verificare.<br />
Questo non è un riassunto del corso, ma una sintesi in 30 punti in cui ho inserito alcune loro osservazioni e i concetti che ho ritenuto importanti per aiutarmi ad interiorizzare meglio il lavoro.</p>
<p><strong>1. I movimenti viscerali avvengono in modo sistematico cioè secondo delle direzioni precise, studiate con strumenti clinici (rx ed ecografia) su numerosi pazienti e in seguito sottoposte ad elaborazione statistica.</strong><br />
Lo scopo dei movimenti viscerali sarebbe quello di distribuire la pressione esercitata dal diaframma durante la respirazione disperdendola secondo dei vettori ben precisi.</p>
<p><strong>2. I movimenti viscerali avvengono su tre piani, ciascun organo con movimenti propri </strong>(Finet e Williame hanno elencato in modo dettagliato questi movimenti)<strong> ma tutti i visceri addominali scendono durante l’inspirazione e salgono durante l’espirazione.</strong><br />
<strong>3. La mobilità viscerale può subire delle restrizioni, quindi un viscere può andare in disfunzione verso l’inspirazione </strong>(essere facilitato in direzione caudale e ristretto nel movimento opposto)<strong>, verso l’espirazione (</strong>essere facilitato in direzione craniale e non scendere)<strong> o può essere fissato </strong>(con una restrizione di movimento tanto in inspiro quanto in espiro). Ovviamente la restrizione comprende anche gli altri piani di movimento ma quello principale è il piano frontale e le direzioni privilegiate sono quelle di inspiro ed espiro.</p>
<p><strong>4. Ad una mobilità normale corrisponde una fisiologia normale</strong></p>
<p><strong>5. Alterazioni specifiche della dinamica viscerale corrispondono a patologie specifiche </strong><br />
Questo è stato dimostrato mediante correlazione statistica tra le alterazioni della dinamica viscerale riscontrate sui pazienti con gli strumenti clinici e le patologie cui erano effetti. Sono state elaborate solo delle teorie sulla relazione causa effetto.</p>
<p><strong>6. Una struttura sottoposta a tensione anomala modifica le sue proprietà visco elastiche</strong><br />
Studi condotti da fisiologi hanno dimostrato che, se sui gatti venivano fissate con dei chiodi le articolazioni distali di una delle zampe posteriori, a distanza di tempo tutto l’arto diveniva progressivamente più rigido depositando maggiori percentuali di collageno nei tessuti. Altri studi sono stati condotti sui visceri addominali e sulla loro capacità di rimarginare da cicatrici chirurgiche prodotte intenzionalmente.<br />
E’stato dimostrato che negli animali in cui l’addome era stato sottoposto ad un aumento di pressione mediante riempimento con liquido, la cicatrice rimarginava tanto più lentamente quanto più a lungo era durato l’aumento di pressione.</p>
<p><strong>7. La tensione anomala si trasmette da una struttura all’altra.</strong><br />
Nel caso dei gatti quanto più tempo durava l’immobilizzazione, tanto maggiore era il numero di strutture coinvolte, la tensione si propagava in successione (questo dovrebbe iniziare a farci riflettere sulle sequenze meccaniche ascendenti e discendenti).</p>
<p><strong>8. Alla palpazione, un tessuto sottoposto a tensione anomala si presenterà più rigido, offrirà una minore risposta elastica rispetto ad un tessuto “sano” e sarà più difficile da mobilizzare in una direzione, nell’altra o in entrambe</strong> (concetti di rigidità-rimbalzo e Spazio/ Tempo).<br />
Esercitando una pressione sulla struttura in lesione, essa si presenterà meno comprimibile, al termine della pressione offrirà un rimbalzo minore o assente, al tentativo di mobilizzazione in una direzione o nell’altra o in entrambe le direzioni, lo spazio ed il tempo percorsi saranno ridotti rispetto ad una struttura “sana”.</p>
<p><strong>9. A livello corticale esistono gruppi di muscoli che vengono attivati in sinergia, la contrazione di uno comporta la contrazione contemporanea degli altri quale che sia il muscolo contratto in origine.</strong><br />
La sequenza riguarda in particolare il diaframma, il traverso dell’addome ed il perineo, che verrebbero attivati 20 millisecondi prima di effettuare qualunque movimento sia del tronco che degli arti con lo scopo, secondo gli autori che hanno condotto la ricerca, di aumentare la pressione intra addominale stabilizzando la colonna; tale sinergia si manifesta anche nelle contrazioni involontarie e negli spasmi muscolari.</p>
<p><strong>10. Il diaframma si divide in due unità funzionali: un diaframma costale (respiratorio) ed un diaframma crurale (posturale)<br />
</strong><br />
<strong>11. Sul piano della funzione respiratoria il diaframma costale e quello crurale lavorano in parallelo </strong><br />
Ciò vuol dire che la tensione di uno non si trasmette completamente all’altro</p>
<p><strong>12. L’emicupola destra e la sinistra sono due unità distinte e lavorano in parallelo</strong><br />
Il diaframma non è perfettamente circolare per la presenza dei corpi vertebrali, questo fa si che la tensione di un’emicupola non si trasmetta completamente all’altra.<br />
<strong><br />
13. Sul piano posturale il diaframma respiratorio e quello crurale lavorano in serie</strong><br />
La tensione di uno si trasmette all’altro e se il diaframma respiratorio è in spasmo, può trasmettere la sua tensione a quello crurale che tramite i suoi pilastri agirà sulla colonna vertebrale comprimendola.</p>
<p><strong>14. Quando un viscere subisce una restrizione di movimento oppone una resistenza al movimento diaframmatico.</strong><br />
La tensione anomala modifica la struttura rendendola meno elastica, un viscere in disfunzione (quale che sia l’origine della stessa) è meno comprimibile e ha minore mobilità per cui il diaframma respiratorio deve esercitare una forza maggiore per compiere il suo lavoro.</p>
<p><strong>15. La diminuzione della mobilità viscerale aumenta la pressione intra addominale </strong><br />
Laddove sussista una restrizione di mobilità viscerale la pressione aumenta, sia perché il diaframma deve esercitare una forza maggiore sul viscere per realizzare il suo movimento, attivando anche i suoi muscoli sinergici (traverso e perineo), sia perché il viscere stesso e il suo ambiente cambiando le loro proprietà visco elastiche diventano più rigidi.</p>
<p><strong>16. A livello viscerale la tensione si trasmette da una struttura all’altra per contiguità</strong><br />
Un viscere in disfunzione diminuisce la sua mobilità e trasmette la sua tensione ai visceri vicini, che a loro volta saranno coinvolti nella restrizione e subiranno lo stesso processo modificando le loro proprietà visco elastiche.</p>
<p><strong>17. I visceri possono subire tensioni provenienti da strutture sotto o sovrastanti</strong><br />
Una restrizione del movimento viscerale può avvenire per uno stato infiammatorio del viscere stesso o perché il suo ambiente fasciale ha subito una trasmissione di tensione da una struttura più o  meno lontana (una vertebra in disfunzione, un iliaco in blocco o qualunque lesione osteopatica) sovra o sottostante.</p>
<p><strong>18. Le tensioni sovra e sottostanti giustificano le disfunzioni in inspiro e in espiro.</strong><br />
Quando un viscere subisce una tensione dal basso la sua mobilità sarà facilitata in quella direzione e avrà una restrizione di movimento verso l’alto (disfunzione in inspiro), viceversa se la tensione viene dall’alto.<br />
<strong><br />
19. Esistono delle traiettorie precise con cui si trasmettono le tensioni all’interno dell’addome</strong><br />
Queste traiettorie corrispondono ai dispositivi peritoneali che fissano gli organi al peritoneo parietale</p>
<p><strong>20. Ci sono due traiettorie principali  una che percorre la parte destra della cavità addominale e l’altra la sinistra. </strong></p>
<p><strong>21. Quando tutti i visceri che appartengono alla stessa traiettoria sono in blocco ci troviamo di fronte ad una colonna di pressione</strong><br />
La sequenza comprende la piccola tuberosità dello stomaco, l’angolo colico di destra, il colon ascendente (è escluso il cieco) e il colon sigmoideo per la colonna di destra; la colonna di sinistra è più completa e comprende la grande tuberosità dello stomaco, l’angolo colico di sinistra, il colon discendente, il sigma, il cieco e il colon ascendente, quindi i due vettori si incrociano in basso coinvolgendo l’uno elementi dell’altro.<br />
Anche il duodeno e il digiuno, così come gli organi parenchimatosi dell’addome, possono andare in restrizione ma all’osservazione statistica non è risultato facessero parte in modo sistematico delle colonne di pressione.<br />
<strong><br />
22. Quando si instaura una colonna di pressione tutti i visceri che ne fanno parte sono coinvolti nella restrizione di movimento e al test di mobilità saranno tutti positivi.</strong><br />
Il test si fa mettendo in relazione il primo elemento della colonna con ciascuno degli altri, es. nel caso della colonna di destra si testerà la piccola tuberosità dello stomaco con l’angolo colico di destra, poi con il colon ascendente, poi con il sigma e così via. Per la colonna di pressione sinistra, si testerà la grande tuberosità in coppia con l’angolo colico di sinistra, poi con il discendente e così via.</p>
<p><strong>23. Perché ci sia una colonna di pressione tutti i visceri che ne fanno parte devono essere coinvolti nella restrizione di movimento ed essere fissati</strong><br />
Qualora uno degli elementi della colonna non si trovi in restrizione non ci troviamo di fronte ad una vera colonna di pressione.<br />
<strong><br />
24. Quando si instaura una colonna di pressione il diaframma deve essere trattato prioritariamente.</strong><br />
Qualunque sia l’origine della colonna di pressione quando essa si instaura, il diaframma è fissato a tal punto da rendere difficile qualunque tentativo di liberazione delle disfunzioni viscerali e anche se la sua origine è lontana sia nel tempo che nello spazio (es. una vecchia distorsione di caviglia), se non liberiamo e normalizziamo prima il diaframma, il nostro trattamento sarà più difficile e meno efficace nel tempo.</p>
<p><strong>25. Il blocco del diaframma coinvolge anche altri muscoli</strong><br />
Come detto in precedenza, a livello corticale il diaframma lavora in sinergia con il traverso ed il perineo, per cui quando il diaframma è bloccato anche questi altri due muscoli lo sono contribuendo a rinforzare la colonna di pressione.<br />
Ma esistono anche altri muscoli coinvolti, e sono quelli che intervengono nella respirazione come gli intercostali, gli scaleni e lo SCOM.<br />
Questi infatti vicariano la funzione del diaframma che non riesce più a supportare da solo la funzione respiratoria e iniziano a lavorare con maggiore intensità aumentando la tensione nelle rispettive zone.<br />
Quindi il diaframma bloccato ha la capacità di coinvolgere molte altre strutture nella sua disfunzione, per questo se non viene trattato in modo efficace, le altre lesioni osteopatiche che andremo a trattare si ripresenteranno con il tempo.<br />
<strong><br />
26. Quando sussiste una colonna di pressione la tensione risulta aumentata sull’emicorpo corrispondente.</strong><br />
Poiché tutti i muscoli della colonna sono in tensione, al test manuale tutto l’emilato del corpo in cui la colonna si è instaurata risulterà più rigido, il torace e l’addome saranno più rigidi e al test di pressione il parametro Spazio Tempo sarà ridotto.<br />
<strong><br />
27. La colonna di pressione può trasmettere tensione a tutte le altre strutture del corpo</strong><br />
Abbiamo detto che una struttura sottoposta a tensione anomala modifica le sue proprietà visco elastiche e la tensione si trasmette da una struttura all’altra, questo può avvenire in senso longitudinale, arrivando a coinvolgere strutture lontane come il cranio o un piede, o in senso trasversale coinvolgendo la spalla e l’ arto superiore.<br />
Ma può avvenire anche il contrario, da una caviglia in lesione si può arrivare ad una disfunzione viscerale che col tempo può dare origine ad una colonna di pressione.<br />
<strong>28. Se la colonna di pressione non è completa, il diaframma non è da trattare prioritariamente</strong><br />
Se la disfunzione, qualunque essa sia, non si è strutturata al tal punto da instaurare una colonna completa, il diaframma non è ancora coinvolto in modo importante, pertanto non va trattato in priorità.<br />
<strong><br />
29. Se non c’è una colonna completa occorre testare uno ad uno i visceri per valutarne le eventuali restrizioni e la direzione delle stesse e associare test preliminari su tutto il corpo</strong><br />
Se la colonna non è completa non si esclude che alcuni visceri possano essere in disfunzione per un problema intrinseco del viscere stesso o per relazioni fasciali con lesioni osteopatiche sopragiacenti o sottogiacenti.<br />
Se la colonna sussiste, una volta trattato il diaframma, molte delle disfunzioni incontrate nei test preliminari sul corpo spariranno automaticamente, quelle che restano verranno trattate singolarmente.<br />
A partire da questo momento il procedimento sarà lo stesso.<br />
Il trattamento in entrambi i casi terrà conto della direzione delle disfunzioni viscerali e della pressione nel corpo.<br />
<strong><br />
30. Quando tutti i visceri avranno recuperato la mobilità e la pressione sul corpo sarà normalizzata, avremo completato il trattamento</strong><br />
Ad ogni manovra testeremo nuovamente le disfunzioni viscerali, la pressione sul torace e sull’addome e verificheremo i cambiamenti.<br />
Può succedere che dopo aver normalizzato una lesione osteopatica anche distante dal viscere, la mobilità dello stesso si normalizzi così come la pressione potrebbe normalizzarsi sul lato del corpo che inizialmente era più teso e presentarsi maggiore dal lato opposto. Questo indica che da quel lato sussistono delle disfunzioni che devono essere trattate e che all’inizio non erano in grado di alterare la pressione, poiché altre più importanti agivano su questo parametro.<br />
Man mano che procediamo nel trattamento verrà testata la mobilità viscerale e la pressione nel corpo e il trattamento sarà completo solo quando questi due parametri saranno interamente normalizzati.</p>
<p>E’  impresa ardua riassumere tutto il corso di Finet e Williame in poche pagine, ma si può dare un’idea del modo di procedere nel trattamento dei pazienti.<br />
Questa metodica ha cambiato molto il mio modo di fare osteopatia, non tanto nelle manovre che sono le stesse che abbiamo imparato in questi anni, quanto nell’approccio al trattamento.<br />
Gorge e Christian ci hanno offerto una chiave di lettura che ben rispecchia quel principio di globalità che in sei anni di osteopatia, i nostri insegnanti hanno voluto trasmetterci.<br />
L’interpretazione è semplice, chiara ed efficace; posso dire infatti che da quando applico questa metodica i miei trattamenti sono più efficaci, i problemi si risolvono con un numero minore di sedute ed ho una percentuale maggiore di successi soprattutto nelle cronicità.<br />
Ribadisco che non ho cambiato il tipo di manovre che facevo prima, pratico la stessa osteopatia strutturale e cranio sacrale.<br />
Per il viscerale non posso dire lo stesso, ma non ho abbandonato la palpazione classica e pratico ancora molte manovre della tecnica Glenard perché le ritengo valide. La novità è che nel valutare il paziente e programmare il trattamento considero le colonne di pressione, ma d&#8217;altronde gli osteopati questo l’hanno sempre fatto sia pure in modo non sistematico.<br />
In osteopatia craniosacrale non normalizziamo i tre diaframmi prima di procedere a lavorare sul cranio? Quando facciamo un TGO per allentare le tensioni del paziente, non lavoriamo bene il torace prima di fare una Dog sulle dorsali?<br />
L’unica differenza è che George e Christian hanno osservato questo fenomeno in modo sistematico ed hanno basato il loro trattamento su ricerche condotte con metodo sperimentale.<br />
L’osteopatia ha bisogno di ricerca, solo così potremo liberarci da quella fama di “stregoni” che molti ancora ci attribuiscono ed essere accettati definitivamente in ambito accademico, con la speranza di avere presto una facoltà di Osteopatia riconosciuta in tutta Europa.</p>
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		<title>Ancora a proposito delle verifiche</title>
		<link>http://www.scuolaosteopatia.net/2009/12/ancora-a-proposito-delle-verifiche/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:04:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[vita della scuola]]></category>
		<category><![CDATA[la filosofia della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;area riservata agli allievi trovate un botta e risposta sulle verifiche di fine anno (e sopratutto il DO interno) tra Dario Vitale e Fabrizio Magnifica. A seguire la sintesi di una serie di interviste ad allievi degli ultimi anni che anno usufruito del tutoraggio che la scuola mette a disposizione degli allievi con qualche lacuna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;area riservata agli allievi trovate un botta e risposta sulle verifiche di fine anno (e sopratutto il DO interno) tra Dario Vitale e Fabrizio Magnifica. A seguire la sintesi di una serie di interviste ad allievi degli ultimi anni che anno usufruito del tutoraggio che la scuola mette a disposizione degli allievi con qualche lacuna.</p>
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		<title>Il ruolo biomeccanico di L3</title>
		<link>http://www.scuolaosteopatia.net/2009/11/il-ruolo-biomeccanico-di-l3/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:39:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[vita della scuola]]></category>
		<category><![CDATA[allievi]]></category>
		<category><![CDATA[gli allievi che lavorano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’area riservata del nostro sito trovate l’ abstract della tesi di laurea alla facoltà di fisioterapia di A.Guglietta dal titolo “Il ruolo biomeccanico di L3 nella dinamica lombare e nell’ equilibrio posturale” di cui il nostro allievo Fabrizio Magnifica è stato relatore in qualità di docente dell’Università La Sapienza di Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’area riservata del nostro sito trovate l’ abstract della tesi di laurea alla facoltà di fisioterapia di <b>A.Guglietta</b> dal titolo “Il ruolo biomeccanico di L3 nella dinamica lombare e nell’ equilibrio posturale” di cui il nostro allievo <b>Fabrizio Magnifica</b> è stato relatore in qualità di docente dell’Università <b>La Sapienza</b> di Roma </p>
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		<title>Chiusa la tenda a Onna</title>
		<link>http://www.scuolaosteopatia.net/2009/07/chiusa-la-tenda-a-onna/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:33:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[vita della scuola]]></category>
		<category><![CDATA[abbruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Dario Ti scrivo un sunto di quello che è successo al campo di Onna. Sabato 13 giugno i volontari che prestavano servizio in tenda ricevono la visita dell&#8217;ufficiale medico responabile del COM5,di cui la frazione di Onna fa parte. Dopo un breve e deciso interrogatorio,ai colleghi viene richiesto un recapito telefonico del responsabile della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Dario<br />
Ti scrivo un sunto di quello che è successo al campo di Onna.<br />
Sabato 13 giugno i volontari che prestavano servizio in tenda ricevono la visita dell&#8217;ufficiale medico responabile del COM5,di cui la frazione di Onna  fa parte.<br />
Dopo un breve e deciso interrogatorio,ai colleghi viene richiesto un recapito telefonico del responsabile della nostra &#8220;associazione&#8221;,e,gli viene dato il mio numero di telefono.<br />
Mercoledì 17 giugno ricevo la telefonata ufficiosa del medesimo responsabile sanitario che mi comunica di aver relazionato al DICOMAC de L&#8217;Aquila (organismo di controllo di tutti i servizi alla popolazione in zone di emergenza,gestito ed organizzato da militari) a proposito delle &#8220;anomalie&#8221; del nostro intervento di volontariato.<span id="more-216"></span> Nello specifico mi viene contestato che  non essendo costituiti come associazione o ONLUS non siamo registrabili presso lo stesso DICOMAC e quindi scoperti da assicurazione,non accreditabili presso i campi e tendopoli, e cosa piu grave non coordinati e controllati nei nostri servizi sanitari alla popolazione dalla figura di un medico responsabile.<br />
Alla mia opposizione,che faceva notare all&#8217;ufficiale, che era piu di un mese e mezzo che era stato attivato questo servizio,e,che la popolazione ne aveva ricavato solo giovamento la risposta laconica è stata che forme di volontariato spontaneo possono essere tollerate nel periodo immediatamente successivo alla calamità,ma,adesso che l&#8217;emergenza è finita, bisogna tornare all&#8217;ordine.<br />
La telefonata terminava con l&#8217;invito a sospendere il servizio fin tanto che non ci fosse una autorizzazione ufficiale del DICOMAC.<br />
Ho telefonato anche al DICOMAC, e,mi è stato detto che la prassi vuole che questo organismo possa valutare progetti operativi presentati solo da enti già accreditati.<br />
Visto che per costituire una associazione di volontariato od una ONLUS,registrarla negli uffici comunali o regionali,presentarsi con un progetto operativo al DICOMAC,ottenere l&#8217;eventuale approvazione ed autorizzazione puo voler dire aspettare mesi; mi sto dando da fare per trovare associazioni di volontari già accreditate che possano eventualmente &#8220;accoglierci&#8221; come eventuali ospiti operosi;ho un paio di contatti ed in settimana dovrei saper qualcosa.<br />
Quello che mi dispiace è che la macchina sia stata fermata proprio mentre stava partendo lanciata&#8230;&#8230;.<br />
Fermo nel convincimento che non bisogna mai abbattersi e che dal superamento delle difficoltà se ne esce sempre rafforzati,sto concretizzando il pensiero di costituirla veramente una ONLUS;&#8230;&#8230;anche medici senza frontiere ed Emergency avranno cominciato in qualche modo, quella passata di esperienza ad Onna (che per me non è ancora terminata) potrebbe diventare il punto di partenza per attività analoghe da esportare anche altrove,io lancio l&#8217;idea,se vuoi se ne puo parlare<br />
Un Abbraccio<br />
Federico Carosi</p>
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		<title>Tommaso e i pesisti</title>
		<link>http://www.scuolaosteopatia.net/2009/05/tommaso-e-i-pesisti/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 16:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la parola agli allievi]]></category>
		<category><![CDATA[testimonials]]></category>
		<category><![CDATA[gli allievi che lavorano]]></category>
		<category><![CDATA[interviste agli allievi]]></category>
		<category><![CDATA[mestiere osteopata]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;osteopatia non cura solo i campioni ma certamente lo sport sottopone il corpo umano a sollecitazioni  che sono al limite. E&#8217; lecito pensare che se l&#8217;osteopatia ha successo con gli atleti che subiscono sollecitazioni fuori dalla norma a maggior ragione funzionerà sulle persone &#8220;normali&#8221; che il corpo lo sollecitano molto meno. Questo è per esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_190" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-190" title="bernardi" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/05/bernardi.jpg" alt="Bernardi con Morese, Pasqualini e Taddia" width="420" height="353" /><p class="wp-caption-text">Bernardi (in camice blu) con Morese, Pasqualini e Taddia</p></div>
<p>L&#8217;osteopatia non cura solo i campioni ma certamente lo sport sottopone il corpo umano a sollecitazioni  che sono al limite.<br />
E&#8217; lecito pensare che se l&#8217;osteopatia ha successo con gli atleti che subiscono sollecitazioni fuori dalla norma a maggior ragione funzionerà sulle persone &#8220;normali&#8221; che il corpo lo sollecitano molto meno.<br />
Questo è per esempio il resoconto di Tommaso Bernardi un nostro allievo che tratta pesisti di livello nazionale:<span id="more-189"></span><br />
la prima volta che trattai Alberto Taddia che è alto 1,80 per 110 Kg, quando lo vidi spogliato ed iniziai a palparlo ed a mobilizzarlo pensai: ”e adesso dove metto mani! come lo tratto questo! aveva un tono muscolare spaventoso, era rigido come mai avessi immaginato, non alzava le braccia oltre l’altezza delle spalle; d’altronde solleva intorno ai 200 kg di panca piana, quindi deve avere una bella stazza per reggere quel peso, mi sono messo lavorando su quello che reputavo giusto per lui e sono riuscito nell’impresa:  è tornato ad allenarsi tranquillamente.</p>
<p>nella foto: a sx è Francesco Morese , primo classificato in gare over 45 di power lifting nazionali (panca piana e squat), sponsorizzate dal C.O.N.I. e A.S.I. dal 2002 al 2008 (ultima gara il 14 dicembre 2008); quello a fianco a me è l&#8217;allenatore Paolo Pasqualini, l&#8217;altro è Alberto Taddia  primo classificato in gare di power lifting su panca piana</p>
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		<title>A proposito del Giornale</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 09:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 7 marzo, su iniziativa di alcuni allievi del sesto anno ci siamo riuniti dopo l’orario delle lezioni per valutare la possibilità di stampare un giornale di osteopatia da distribuire negli studi dei nostri associati. Subito si sono manifestate due tendenze: Alcuni allievi hanno dichiarato di avere solo bisogno di uno strumento un po più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 7 marzo, su iniziativa di alcuni allievi del sesto anno ci siamo riuniti dopo l’orario delle lezioni per  valutare la possibilità di stampare un giornale di osteopatia da distribuire negli studi dei nostri associati.<br />
Subito si sono manifestate due tendenze:<br />
Alcuni allievi hanno dichiarato di avere solo bisogno di uno strumento un po più articolato della mera “lista della spesa” da utilizzare per spiegare ai pazienti in quali ambiti può intervenire l’osteopatia<br />
Altri tra cui Andrea Verso e Antonio Borrelli propendevano per qualcosa di molto più articolato che prevedesse un impegno molto più intenso da parte di quelli che volevano costituire un gruppo redazionale vero e proprio.<span id="more-161"></span><br />
Io penso che non ci siano problemi e che le due tendenze si possano facilmente coniugare tra loro. Se infatti il primo gruppo è disposto a finanziare il giornale attraverso l’acquisto di un certo numero di copie questo può permettere agli altri supportati dallo staff di eop di fare un giornale con tutti i crismi (evidentemente parliamo sempre di una cadenza semestrale come minimo)<br />
A chi, volenteroso, osserva che non è giusto che succeda la stessa cosa del depliant &#8220;2cinque ragioni per affidarsi all’osteopatia” dove pochi hanno lavorato e gli altri hanno “goduto&#8221; del prodotto finale  rispondo che ci sono almeno due motivi per non preoccuparsi:</p>
<ul>
<li> da un lato chiunque aiuta a diffondere (anche attraverso il giornale cartaceo) i concetti osteopatici e in modo lato la cultura osteopatia sta in qualche modo lavorando anche per noi</li>
<li> d’altro canto il giornale a differenza della brochure avrà una redazione e gli autori degli articoli. Sia gli uni che gli altri saranno messi in evidenza per cui chi vuole mettersi in luce e/o porsi come punto di riferimento per un determinato problema lo può fare (stiamo pensando di mettere insieme alla firma anche un indirizzo e-mail. Infatti è gia successo varie volte che un paziente affetto da una particolare patologia ci chiedesse di mettersi in contatto con qualche docente o allievo che sul sito o sul giornale avevano trattato esaustivamente l’argomento che li interessava.</li>
</ul>
<p>Per tutti gli interessati ci vediamo sabato 4 aprile sera alle 18.30 cioè subito dopo le lezioni</p>
<p>(potete commentare e/o lasciare adesioni)</p>
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		<title>Osteopatia a 300 all&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Walter Martinelli è un professionista decisamente moolto attivo: è nella equipe della famosa Clinica Mobile del Dott. Costa nel motoGP, è osteopata ufficiale delle fiamme gialle (nuoto) e della nazionale di kick Boxing oltre a seguire (sempre come osteopata) diverse squadre di calcio. Ma quello che tiene a sottolineare è che per lui tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_74" class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-74" title="...con Valentino Rossi" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/valentinorossi.jpg" alt="...con Valentino Rossi" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">...con Valentino Rossi</p></div>
<p>Walter Martinelli è un professionista  decisamente moolto attivo: è nella equipe della famosa Clinica Mobile del Dott. Costa nel motoGP, è osteopata ufficiale delle fiamme gialle (nuoto) e della nazionale di kick Boxing oltre a seguire (sempre come osteopata) diverse squadre di calcio.<span id="more-75"></span><br />
Ma quello che tiene a sottolineare è che per lui tutti i pazienti sono uguali e la signora rossi &#8211; sua paziente ultraottantenne &#8211; merita la stessa attenzione dell&#8217;omonimo Valentino anche se quest&#8217;ultimo magari, va un po&#8217; più veloce!</p>
<div id="attachment_76" class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-76" title="...con il Dottor Costa" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/dottorcosta.jpg" alt="...con il Dottor Costa" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">...con il Dottor Costa</p></div>
<p>gli abbiamo chiesto:<br />
COME SEI ARRIVATO A PALCOSCENICI COSI&#8217; IMPORTANTI?<br />
Sicuramente il mondo dello sport ha sempre fatto parte della mia vita e ho iniziato a lavorarci presto, prima come allenatore istruttore poi da fisioterapista (sono stato il più giovane fisioterapista tesserato in Italia in una squadra di calcio professionistica a 22 anni) proseguendo il mio cammino con l&#8217;osteopatia che ha cambiato professionalmente la mia vita. E posso assicurare che l&#8217;EOP mi ha fatto emergere e mi ha consentito di togliermi tante soddisfazioni nel mondo dei Professionisti e dell&#8217;Osteopatia.</p>
<p>Spesso mi è capitato di trattare delle persone senza sapere &#8220;realmente&#8221; chi fossero&#8230;come il responsabile della Honda Italia che mi ha anche portato un motociclista che a 3 giorni da una gara importante &#8220;non stava in piedi&#8221;..ho detto : &#8221; Tu quella gara la farai! &#8220;&#8230;.e così è stato!<br />
Ringraziamo Walter e gli auguriamo una brillante carriera sempre più ricca di soddisfazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Androclo e il leone</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 18:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Gianfranco Cristofari Vorrei raccontarvi il mio impatto con l&#8217;osteopatia e con la nostra scuola partendo da molto lontano, da un racconto di Aulo Gallio nato Roma, fra il 123 e il 130 d.C&#8230;. Lo scritto parla di Androclo, leggendario schiavo romano, vissuto nel II secolo d.C.: Il suo padrone governava in Africa con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_62" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-62" title="gianfranco" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/giaz.jpg" alt="gianfranco cristofari" width="200" height="255" /><p class="wp-caption-text">gianfranco cristofari</p></div>
<p>di Gianfranco Cristofari<br />
Vorrei raccontarvi il mio impatto con l&#8217;osteopatia e con la nostra  scuola partendo da molto lontano, da un racconto di Aulo Gallio nato  Roma, fra il 123 e il 130 d.C&#8230;.<br />
Lo scritto parla di Androclo, leggendario schiavo romano, vissuto nel II  secolo d.C.:<br />
Il suo padrone governava in Africa con la carica di proconsole ed era  una persona ingiusta in quanto lo fustigava quotidianamente senza un  reale motivo.<br />
Lo schiavo fuggì e per far perdere le sue tracce, si nascose in una  caverna. Androclo si rese conto ben presto di essersi rifugiato nella  tana di un enorme Leone, che avvicinatosi, gli mostrò inaspettatamente  una zampa sanguinante. <span id="more-61"></span><br />
Lo schiavo, prese coraggio, cercò di curare l&#8217;animale estraendo dalla  zampa una grossa scheggia di legno e pulendo quindi la ferita. A quel  punto il leone si addormentò placidamente. I due vissero insieme nella  grotta per sei anni, mangiando anche lo stesso cibo.<br />
Tempo dopo Androclo fu catturato e condannato a battersi contro le fiere  del Circo Massimo: ma proprio tra queste c&#8217;era il leone divenuto suo  amico, che non solo lo risparmiò, ma gli fece anche le feste, come un  cane felice di rivedere il suo padrone. Lo schiavo, mezzo morto di  paura, riconoscendo il leone, si riprese e lo accarezzò affettuosamente.<br />
Ad Androclo fu concessa la grazia e gli venne donato lo stesso leone.</p>
<p><img class="size-full wp-image-63 alignnone" title="leone" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/leone.gif" alt="leone" width="38" height="38" /></p>
<p>Nel 2003 mi bloccai con la colonna lombare e chiesi ad un mio collega,  che frequentava allora il I anno di Osteopatia qui all&#8217; E.O.P., di  sbloccarmi , ebbene mi posizionò e mi sblocco e come il leone fui subito  grato a questa persona di avermi &#8220;rimesso apposto&#8221; la colonna.<br />
Avevo frequentato, laureandomi a pieni voti, il corso di fisioterapia  presso l&#8217; Università di Tor Vergata e poi un corso di ginnastica  posturale secondo il metodo Mezieres.<br />
Il Mezieres mi aveva fatto percepire un nuovo orizzonte oltre la  fisioterapia ma qualcosa mancava…<br />
Decisi d&#8217;istinto di intraprendere questo percorso di sei anni,  entusiasta ho iniziato con l&#8217; E.O.P. la mia storia da osteopata.<br />
L&#8217; Osteopatia ti cambia la vita, dal punto di vista professionale, dal  punto di vista economico e lavorativo.<br />
La strada non è facile, ognuno incontrerà le proprie fiere e dovrà  lottare contro i preconcetti di una fisioterapia e di un&#8217;ortopedia  classica, ma parleremo sempre di medicina e di anatomia che vi  porteranno la riconoscenza dei leoni che curerete.</p>
<p>dello stesso autore<br />
<a href="http://scuolaosteopatia.net/pdf/Ofidio.pdf">ofidio il serpente vanitoso</a></p>
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		<title>Quando l&#8217;osteopatia vince le coppe</title>
		<link>http://www.scuolaosteopatia.net/2008/12/quando-losteopatia-vince-le-coppe/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 10:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alessandro Moccia* Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile. Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: &#8220;non riesco più a girare il collo fammi qualcosa&#8221;. &#8220;Ok&#8221; gli dico &#8220;finisci l&#8217;assalto (che stava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Alessandro Moccia*</strong><br />
Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile.</p>
<div id="attachment_54" class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/spadisti_moccia.jpg"><img class="size-full wp-image-54" title="spadisti_moccia" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/spadisti_moccia.jpg" alt="con gli spadisti della Nazionale Scherma" width="420" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">con gli sciabolatori della Nazionale Scherma</p></div>
<p>Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: &#8220;non riesco più a girare il collo fammi qualcosa&#8221;. &#8220;Ok&#8221; gli dico &#8220;finisci l&#8217;assalto (che stava ampiamente vincendo) e poi vediamo cosa riusciamo a fare&#8221;.<span id="more-46"></span><br />
Battuto agevolmente l&#8217;avversario lo schermidore si apprestava ad affrontare la semifinale, viene da me preoccupato di non farcela, il dolore è troppo importante e il voltaren e l&#8217;efferalgan presi mezz&#8217;ora prima non hanno fatto effetto.<br />
Lo valuto e penso fra me e me &#8220;ok, qui c&#8217;è da manipolare c4-c5&#8230;proviamo&#8221;&#8230;.e crack&#8230;.si alza e mi urla &#8220;c&#8230;.o riesco a muovere la testa!&#8221;<br />
&#8230;Vinta semifinale e finale dopo la premiazione mi dice &#8220;tieni Ale questa è anche tua&#8221;, una bellissima <strong>coppa</strong> che tengo orgogliosamente nel mio studio.</p>
<div id="attachment_55" class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/vezzali_moccia.jpg"><img class="size-full wp-image-55" title="vezzali_moccia" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/vezzali_moccia.jpg" alt="con Valentina Vezzali a Pechino" width="420" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">con Valentina Vezzali a Pechino</p></div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_56" class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/grambassi_moccia.jpg"><img class="size-full wp-image-56" title="grambassi_moccia" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/grambassi_moccia.jpg" alt="... e con Margherita Grambassi" width="420" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">... e con Margherita Grambassi</p></div>
<p>*<strong>Alessandro Moccia</strong> ha iniziato il corso esennale di osteopatia di <strong>Eop</strong> nel 2004.<br />
Dal novembre 2005 è nell&#8217;equipe sanitaria della nazionale di scherma.<br />
<a href="http://www.fisiomoccia.it/dott-alessandro-moccia.pdf" target="_blank">Qui trovate un articolo in pdf a lui dedicato.</a></div>
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		<title>Osteopatia: come ci vedono i nostri allievi</title>
		<link>http://www.scuolaosteopatia.net/2008/11/come-ci-vedono-i-nostri-allievi/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 19:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la parola agli allievi]]></category>
		<category><![CDATA[testimonials]]></category>
		<category><![CDATA[interviste agli allievi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scuolaosteopatia.net/?p=30</guid>
		<description><![CDATA[abbiamo sottoposto ai nostri allievi un piccolo questionario con tre domande per due ragioni principali come feedback per capire come la nostra scuola viene vissuta dai suoi utenti come tentativo di spiegare ai nostri possibili futuri alunni che cos&#8217;è EOP, a che serve l&#8217;Osteopatia e che difficoltà può incontrare chi decide di fare una scelta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>abbiamo sottoposto ai nostri allievi un piccolo questionario con tre domande per due ragioni principali</p>
<ul>
<li>come feedback per capire come la nostra scuola viene vissuta dai suoi utenti</li>
<li>come tentativo di spiegare ai nostri possibili futuri alunni che cos&#8217;è EOP, a che serve l&#8217;Osteopatia e che difficoltà può incontrare chi decide di fare una scelta così importante</li>
</ul>
<p>Eccovi alcune risposte:<span id="more-30"></span><br />
<strong><br />
1. quale è stato il vostro impatto con la scuola </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32" title="patrizio_licata" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/patrzio_licata.jpg" alt="" width="60" height="60" />&#8230;è stato sicuramente ottimo, anche se, come mi è già capitato di dire, non è facile spiegare bene di cosa si tratti, dopotutto ci si iscrive al corso con una certa idea di cosa si stia per fare, ma, almeno per me, la cosa si è rivelata decisamente molto più vasta di quanto potessi prevedere (<strong>patrizio licata</strong>)</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-34" title="silvia_lo_presti" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/silvia_lo_presti.jpg" alt="" width="60" height="60" />&#8230;è stato positivo, probabilmente perchè sapevo in parte cosa aspettarmi dalla didattica e dall&#8217;organizzazione interna della scuola. Ho avuto conferma della grande professionalità e passione con cui si lavora (mi riferisco almeno alle persone con le quali sono venuta a contatto), e questo mi pone nella condizione di essere stimolata al confronto e all&#8217;apprendimento. (<strong>silvia lo presti</strong>)</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-35" title="massimiliano_manni" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/massimiliano_manni.jpg" alt="" width="60" height="60" />al primo anno fu drammatico, con la preoccupazione di studiare così tanto&#8230;(<strong>massimiliano manni</strong>)</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/alessandro_valente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-36" title="alessandro_valente" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/alessandro_valente.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>Pur non conoscendo benessimo l&#8217;osteopatia, il mio impatto con la scuola non è stato molto difficile, anzi mi ha permesso di vedere certi aspetti riabilitativi che ignoravo totalmente dandomi nuovi stimoli nell&#8217;intraprendere questa strada. ( <strong>alessandro valente</strong> )</p>
<p><strong>2. come il nostro insegnamento dell&#8217;osteopatia ha cambiato la vostra vita professionale<br />
</strong><br />
<a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/alberto_pennacchioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-38" title="alberto_pennacchioni" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/alberto_pennacchioni.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a> Sicuramente nel modo di pensare e di agire (<strong>alberto pennacchioni</strong>)</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/patrzio_licata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32" title="patrizio_licata" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/patrzio_licata.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>&#8230;  direi che lo sta facendo in maniera radicale&#8230; (<strong>patrizio licata</strong>)</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/silvia_lo_presti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-34" title="silvia_lo_presti" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/silvia_lo_presti.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>&#8230; ha certamente cambiato il mio modo di guardare alla riabilitazione e in parte anche il modo di applicarla(&#8230;) la scuola mi ha permesso fin da subito di osservare il paziente e agire sul problema attraverso una visione globale.(<strong>silvia lo presti</strong>)</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/valerio_vitale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-39" title="valerio_vitale" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/valerio_vitale.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>&#8230;Dal punto di vista del trattamento in ambito privato questo è cambiato moltissimo, difatti sfrutto molto le  tecniche apprese trovando risultati notevolmente migliori di quelli che ottenevo con terapia manuale fisioterapica.(<strong>valerio vitale</strong>)</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/massimiliano_manni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-35" title="massimiliano_manni" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/massimiliano_manni.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>L&#8217;osteopatia mi ha aperto la mente nel confrontarmi con le varie patologie e mi ha dato tanta sicurezza nell&#8217;affrontare i pazienti. Oltre alla risoluzione di tante problematiche in pochissime sedute&#8230;(<strong>massimiliano manni)</strong></p>
<p><strong>3. quelli che giudicate i nostri punti forti</strong></p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/patrzio_licata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-32" title="patrizio_licata" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/patrzio_licata.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>la cosa che più ho apprezzato è l&#8217;approccio umano. Non avevo idea che si potesse essere tanto professionali quanto colloquiali. Mi è parso di vedere che bene o male tutti gli Osteopati riescono a essere leggeri, ma allo stesso tempo dimostrare una competenza di sicuro non inferiore a qualsiasi altro professionista.(<strong>patrizio licata</strong>)</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/silvia_lo_presti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-34" title="silvia_lo_presti" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/silvia_lo_presti.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>&#8230;la serietà, la precisione (senza precludere un&#8217;atmosfera serena durante la didattica) nell&#8217;organizzazione, l&#8217;impegno e la capacità (sia professionale che d&#8217;insegnamento).(<strong>silvia lo presti</strong>)</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/alessandro_valente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-36" title="alessandro_valente" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/alessandro_valente.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>Penso che  il punto di forza della scuola sia la passione che spinge tutti voi ad insegnare col piacere di farlo cercando di trasmettere il vostro sapere a tutti gli allievi, senza limiti o paletti, cosa che non ho mai riscontrato in nessun altro &#8220;corso&#8221; dove al contrario si cerca di insegnare agli allievi il minimo indispensabile per poi poterne approffittare economicamente con ulteriori &#8220;corsi&#8221;. (<strong>alessandro valente</strong>)</p>
<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/valerio_vitale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-39" title="valerio_vitale" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/11/valerio_vitale.jpg" alt="" width="60" height="60" /></a>la distribuzione dell&#8217;insegnamento a persone specializzate nella materia che insegnano, il lavoro pedagogico di assistenza da parte degli allievi degli anni più avanzati, il che a mio avviso ha una duplice valenza, aiutare gli allievi dei primi anni nell&#8217;esecuzione della tecnica e far fare un esperienza costruttiva quale quella dell&#8217;insegnamento agli studenti degli anni successivi. (<strong>valerio vitale</strong>)</p>
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