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	<title>Scuola di osteopatia &#187; Aggiungi nuovo tag</title>
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		<title>Quadro generale stages pedagogici anno 2009/2010</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 09:10:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[stages pedagogici]]></category>

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		<description><![CDATA[Per rendere più semplice la consultazioneagli studenti del 4°, 5° e 6° anno, pubblichiamo un quadro generale sintetico degli stages pedagogici dell’anno accademico 2009/2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per rendere più semplice la consultazioneagli studenti del 4°, 5° e 6° anno, pubblichiamo un <a href="http://scuolaosteopatia.net/pdf/stages_p09_10.pdf">quadro generale sintetico degli stages pedagogici dell’anno  accademico 2009/2010</a></p>
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		<title>Collegio docenti a Procida</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 16:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vita della scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[la filosofia della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[« Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch&#8217;è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell&#8217;acqua. » (Elsa Morante, L&#8217;isola di Arturo) Memori del motto di Peppino quest’anno, finiti i corsi, ci siamo riuniti per tre giorni con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>« Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch&#8217;è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell&#8217;acqua. »</em> (Elsa Morante, L&#8217;isola di Arturo)</p>
<div id="attachment_222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-222" title="procida281" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/procida281.jpg" alt="Procida, l'isola di Arturo...( e di peppino)" width="400" height="400" /><p class="wp-caption-text">Procida, l&#39;isola di Arturo...( e di peppino)</p></div>
<p>Memori del motto di Peppino quest’anno, finiti i corsi, ci siamo riuniti per tre giorni con tutto lo staff nell’isola di Arturo.<br />
Si trattava di fare il punto della situazione, anche rispetto ad alcuni parametri che sono cambiati nel tempo, per adeguare il nostro servizio<span id="more-221"></span> a:<br />
-	l’età media dei nostri utenti che si è drasticamente abbassata nel corso dei 10 anni di vita della scuola<br />
-	l’ingresso, tra i docenti, di alcuni tra quelli che sono stati i più brillanti allievi di un grande dell’osteopatia, Alain Bernard, e che ne hanno degnamente raccolto l’eredità<br />
-	ed in generale i feedback che ci sono arrivati nel tempo grazie ai suggerimenti, le proposte ma anche i mugugni e le lamentele degli allievi.<br />
E così abbiamo praticamente invaso un piccolo albergo di charme, il Solcalante</p>
<div id="attachment_223" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-223" title="l1050091" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1050091.jpg" alt="l'hotel Solcalante a Procida" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">l&#39;hotel Solcalante a Procida</p></div>
<p>provocando come primo effetto la fuga precipitosa di una coppia di ospiti – due vecchie zitelle – che, illuse di godersi in pace questo angolo di paradiso, hanno evacuato in tutta fretta e non senza qualche vibrata protesta davanti alla nostra numerosa (e rumorosa) tribù di un paio di dozzine di teste tra adulti e bambini.</p>
<div id="attachment_232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-232" title="l1040737" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040737.jpg" alt="i bambini di EOP" width="400" height="309" /><p class="wp-caption-text">i bambini di EOP</p></div>
<p>Sistemati e sfamati adulti e bambini i lavori sono cominciati e la prima mezza giornata è passata per:<br />
-	puntare i nostri obiettivi: che osteopatia vogliamo insegnare e quale è il bagaglio teorico e pratico con cui un allievo deve uscire da EOP;<br />
-	chiarire la logica didattica: non senza qualche difficoltà è stato stigmatizzato il bisogno di uscire da una logica di scuola dell’obbligo, senza cadere in un eccesso opposto (né CEPU né scuola dell’obbligo è stata la parola d’ordine di questa fase);<br />
-	dare un assetto definitivo al meccanismo delle verifiche e dei controlli: al riguardo si è deciso che eventuali insufficienze nelle materie teoriche potranno essere riverificate in una sessione di settembre mentre per la pratica si sarà riverificati a fine dell’anno successivo (questo perché è più difficile colmare in pochi mesi una lacuna in una pratica).<br />
Tutta la giornata di sabato è stata dedicata alla ristrutturazione degli insegnamenti pratici.<br />
Per quanto riguarda il Cranio Sacrale è stato costituito il Gruppo di Studio Cranio Sacrale dell’EOP costituito da Marie Caroline Willeme, Tatiana Stirpe, Christian de Brabandere, Massimo Fabrizi ed Eddy Deforest. (Marie Caroline e Christian in collegamento via skype)</p>
<div id="attachment_225" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-225" title="l1040665" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040665.jpg" alt="gruppo di craniosacrale" width="400" height="347" /><p class="wp-caption-text">gruppo di craniosacrale</p></div>
<p>Nell’occasione sono state tracciate le nuove linee guida per lo studio del Cranio Sacrale durante i sei anni di corso.<br />
Le priorità erano:<br />
-	Stabilire una più agevole – per lo studente –  progressione pedagogica partendo da una base meccanica per arrivare gradualmente all’aspetto fluidico.<br />
-	Realizzare una migliore integrazione di questa materia con la globalità strutturale e viscerale.<br />
-	Approfondire l’aspetto clinico, per approcciare la neonatologia e le patologie dell’infanzia nella massima sicurezza.<br />
-	Acquisire le conoscenze e gli strumenti per comunicare senza difficoltà con altre figure professionali (pediatri, ortodontisti, gnatologi ecc…).<br />
-	In ultima analisi il problema che abbiamo individuato è di demistificare questo approccio grazie ad un’anatomia rigorosa e ad un esercizio palpatorio costante per trasformarlo, da una pratica spesso vista e vissuta dallo studente come un po’ esoterica, mai ben compresa e spesso ben presto abbandonata, in uno strumento per approcciare in studio i più svariati problemi in maniera pragmatica ed efficace.</p>
<p>Dall’altra parte lavorava il Gruppo di Strutturale  e, discutendo sui vari modi di eseguire una tecnica e su come mostrarla, inevitabilmente uscivano fuori gli aneddoti più vari e divertenti, di cui spesso era Alain il protagonista, e l’enorme mole di lavoro si è stemperata in un piacevolissimo amarcord.</p>
<div id="attachment_226" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-226" title="l1040693" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040693.jpg" alt="gruppo di strutturale" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">gruppo di strutturale</p></div>
<p>Tra le novità di questa materia un maggior numero di ore di pratica ed una serie di lezioni sulla clinica, , che saranno per gli allievi più esperti – 5°  e 6° anno – una  sorta di vademecum prezioso per la pratica di studio.<br />
Questa intensa giornata di lavoro si è chiusa in bellezza al ristorante Nettuno davanti a piatti di pesce squisiti ed ad un panorama mozzafiato</p>
<div id="attachment_227" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-227" title="l1050102" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1050102.jpg" alt="Procida, l'isolotto di Vivara e più dietro Ischia" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Procida, l&#39;isolotto di Vivara e più dietro Ischia</p></div>
<p>La domenica mattina, ancora un po’ tra i “fumi” della sera precedente è servita a limare qualche dettaglio, a parlare dei sussidi didattici (in perenne ristrutturazione), a programmare i postgraduate<br />
del prossimo anno, mentre i bimbi più grandi ci aspettavano pazientemente in giardino per un bel gavettone con i palloncini pieni d’acqua.<br />
Dopo pranzo qualcuno è partito, qualcun altro è rimasto ma in tutti noi l’impressione di aver compattato una bella squadra è stata dominante.<br />
L’appuntamento, a parte le riunioni periodiche a Roma, è per l’anno prossimo sull’Adriatico dalle parti di Eddy.<br />
Se lavorare – e vi assicuro che il lavoro è stato colossale – fosse sempre così divertente…</p>
<div id="attachment_228" class="wp-caption aligncenter" style="width: 450px"><img class="size-full wp-image-228" title="l1040725" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040725.jpg" alt="i docenti EOP" width="440" height="309" /><p class="wp-caption-text">i docenti EOP</p></div>
<div id="attachment_229" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-229" title="l1040739" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040739.jpg" alt="Paolo (pasotti) infortunato con il figlio" width="400" height="418" /><p class="wp-caption-text">Paolo (pasotti) infortunato con il figlio</p></div>
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		<title>Eleonora Garibaldi, docente di EOP</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 16:42:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[interviste ai docenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;altra intervista a uno dei docenti giovani di EOP:  Eleonora Garibaldi Qual&#8217;è stato il tuo percorso di studio prima di diventare osteopata? Sono sempre stata molto attratta dallo studio del corpo umano e quindi mi sono iscritta alla scuola di fisioterapia. Nel&#8217;90 mi sono diplomata e appena è stato possibile mi sono anche laureata. Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra intervista a uno dei docenti giovani di EOP:  Eleonora Garibaldi<br />
<strong>Qual&#8217;è stato il tuo percorso di studio prima di diventare osteopata?</strong><br />
Sono sempre stata molto attratta dallo studio del corpo umano e quindi mi sono iscritta alla scuola di fisioterapia.<br />
Nel&#8217;90 mi sono diplomata e appena è stato possibile mi sono anche laureata.<br />
Ho sempre lavorato  come fisioterapista sia presso ospedali che privatamente.<br />
Lavorando  mi sono trovata di fronte a situazioni difficili e spesso senza soluzione, <span id="more-182"></span>quindi nel corso degli anni ho deciso di fare dei corsi di aggiornamento (bobath, shiatsu, kabat, corsi di posturale secondo Souchard, Mezieres, etc.) di lavorare come volontaria nei reparti di orteopedia e traumatologia, rianimazione dell&#8217;ospedale F.B.F. di Roma. Spesso però mi accorgevo che nonostante tutto mi mancava qualcosa&#8230; forse una visione &#8220;diversa&#8221; della patologia, forse una visione più &#8220;soggettiva&#8221; del paziente. Nonostante i corsi e gli anni di insegnamento presso l&#8217;università di Tor Vergata non riuscivo a soddisfare la mia voglia di imparare e progredire.<br />
<strong>Come hai deciso di iscriverti ad una scuola di osteopatia?</strong><br />
Diciamo che sono arrivata all&#8217;osteopatia confrontandomi con alcuni colleghi che già frequentavano una scuola di osteopatia, leggendo ed informandomi.<br />
A un certo punto ho capito che la conoscenza profonda del corpo umano ed il lavoro tridimensionale (struttura, viscere e cranio) era la chiave di lettura soprattutto per quelle patologie come mal di schiena, cervicalgie, vertigini&#8230; che spesso curavo ma che puntualmente o quasi tornavano.<br />
Quindi hi pensato che una scuola di osteopatia potesse aiutarmi.<br />
<strong>Come hai scelto E.O.P.?</strong><br />
Inizialmente mi sono iscritta a un&#8217;altra scuola di osteopatia visto che l&#8217;E.O.P.  non esisteva, poi ho saputo che Alain ed Eddy aprivano una scuola e, considerata la loro fama a Roma ho deciso di fare il cambio e di iscrivermi da loro. La mia scelta è stata giusta visto che l&#8217;impostazione della scuola soddisfaceva alcuni miei criteri come incontri di 3 giorni che trattano argomenti determinati, ma sono anche stata molto contenta perchè, oltre alle cose scritte sui libri, in questa scuola avevo docenti che mettevono sempre avanti la passione per la professione e il loro lavoro svolto a studio, parlando delle loro stategie di lavoro con la generosità di chi sa e dà liberamente.<br />
<strong>Come è essere docenti presso E.O.P.?</strong><br />
devo dire che a me insegnare piace molto e mi gratifica, so che non è facile trasmettere le proprie conoscenze e per questo da una parte metto la mia professionalità facendo corsi post-graduate ( ho avuto la fortuna di conoscere osteopati del calibro di Moll, Paoletti,Domeseiux,Diard) e dall&#8217;altra la mia umanità nel mettermi in gioco ogni volta sia con i pazienti che a lezione con i miei &#8220;studenti&#8221;.<br />
Mi piace pensare di poter trasmettere la professoinalità che è importante per il nostro mestiere.<br />
E&#8217; stato molto gratificante per me dopo la fine dei sei anni aver avuto da parte di Alain, Eddy e Dario la proposta di collaborare con loro e per questo voglio dire loro grazie per la fiducia che in me hanno riposto.</p>
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		<title>Nuova Riunione al ROI</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 14:49:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[vita della scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[osteopatia e politica]]></category>
		<category><![CDATA[ROI]]></category>

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		<description><![CDATA[Lanfranco Calisti, nostro docente, ha partecipato in qualità di rappresentante EOP alla riunione del ROI tenutasi a Bologna il 30 marzo u.s. In questa nuova riunione si è parlato di una serie di importanti iniziative per uniformare l&#8217;insegnamento dell&#8217;osteopatia in Italia a vantaggio dell&#8217;immagine di tutta la categoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lanfranco Calisti, nostro docente, ha partecipato in qualità di rappresentante EOP alla riunione del ROI tenutasi a Bologna il 30 marzo u.s.<br />
In questa nuova riunione si è parlato di una serie di importanti iniziative per uniformare l&#8217;insegnamento dell&#8217;osteopatia in Italia a vantaggio dell&#8217;immagine di tutta la categoria.</p>
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