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	<title>Scuola di osteopatia &#187; la filosofia della scuola</title>
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		<title>Ancora a proposito delle verifiche</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:04:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;area riservata agli allievi trovate un botta e risposta sulle verifiche di fine anno (e sopratutto il DO interno) tra Dario Vitale e Fabrizio Magnifica. A seguire la sintesi di una serie di interviste ad allievi degli ultimi anni che anno usufruito del tutoraggio che la scuola mette a disposizione degli allievi con qualche lacuna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;area riservata agli allievi trovate un botta e risposta sulle verifiche di fine anno (e sopratutto il DO interno) tra Dario Vitale e Fabrizio Magnifica. A seguire la sintesi di una serie di interviste ad allievi degli ultimi anni che anno usufruito del tutoraggio che la scuola mette a disposizione degli allievi con qualche lacuna.</p>
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		<title>Considerazioni per il nuovo anno</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 18:05:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;area riservata agli allievi le considerazioni di Dario Vitale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;area riservata agli allievi le considerazioni di Dario Vitale</p>
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		<title>Due pesi e due misure</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 06:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Dario Vitale Voglio commentare – con  qualcuno ho già avuto occasione di farlo a voce – alcuni   episodi  verificatisi durante le verifiche di fine anno, da leggersi come sfasature nell’evoluzione della nostra struttura didattica. Mi riallaccio ad un mio post precedente per ribadire ancora che il nostro obiettivo di scuola è di fornire ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Dario Vitale<br />
Voglio commentare – con  qualcuno ho già avuto occasione di farlo a voce – alcuni   episodi  verificatisi durante le verifiche di fine anno, da leggersi come sfasature nell’evoluzione della nostra struttura didattica.<br />
Mi riallaccio ad un mio post precedente per ribadire ancora che<strong> il nostro obiettivo di scuola è di fornire ogni nostro “utente” di un bagaglio teorico e pratico che lo renda capace di praticare l’osteopatia</strong>.<br />
Per questo cerchiamo di adottare strategie didattiche diverse tenendo conto delle capacità e dei tempi – sempre diversi – di ogni allievo.<span id="more-236"></span><br />
In quest’ottica le prove di fine anno servono a verificare insieme se stiamo raggiungendo lo scopo o se è necessario rivedere delle parti teoriche, rifare delle pratiche, colmare delle lacune.<br />
Il  “due pesi e due misure” – di cui qualcuno si è lamentato con me – deve diventare piuttosto “mille pesi e mille misure” a testimoniare la nostra ambizione  di prestare  un servizio  sempre più “personalizzato” che renda il più possibile agevole l’apprendimento della difficile arte dell’osteopatia.<br />
Fare un confronto con altri allievi serve a poco e può anche essere dannoso per l’autostima di ciascuno. La competizione deve essere con se stesso non con gli altri e dovete fidarvi /affidarvi al giudizio dei docenti che sono là per aiutarvi a stabilire il vostro grado di preparazione<br />
Sono concetti che stanno facendo un po’ di fatica a passare sia tra gli allievi, ma anche tra i docenti, in particolare qualche “giovane”.<br />
Da questo – insieme alla rivalutazione generale fatta a Procida – sono risultati alcuni cambiamenti negli esiti delle prove.<br />
Per rispondere ad un po’ di sconcerto ed a qualche protesta una sola considerazione: una lacuna va individuata e va colmata – noi siamo qui per aiutarvi.<br />
Un diploma non serve a niente (con Peppino scherzavamo sull’idea di metterlo a disposizione di chi lo voleva sul sito, da stampare) se non corrisponde ad una reale preparazione tecnico-teorica.<br />
Il gioco è che voi diventiate, tutti, dei buoni artigiani dell’osteopatia. Cerchiamo di giocarlo insieme senza fraintesi e senza ambiguità.</p>
<p>p.s. andatevi a guardare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dn39Oagx2Kc" target="_blank">questo video molto commovente</a>, sopratutto ascoltate con attenzione quando parla di qualcosa che ci riguarda da vicino: dice più o meno:<br />
&#8220;Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi si prende la briga di dirtelo lo fa perché ti ama e ti ha a cuore&#8221;.<br />
 <img src='http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Collegio docenti a Procida</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 16:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[la filosofia della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[« Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch&#8217;è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell&#8217;acqua. » (Elsa Morante, L&#8217;isola di Arturo) Memori del motto di Peppino quest’anno, finiti i corsi, ci siamo riuniti per tre giorni con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>« Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch&#8217;è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell&#8217;acqua. »</em> (Elsa Morante, L&#8217;isola di Arturo)</p>
<div id="attachment_222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-222" title="procida281" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/procida281.jpg" alt="Procida, l'isola di Arturo...( e di peppino)" width="400" height="400" /><p class="wp-caption-text">Procida, l&#39;isola di Arturo...( e di peppino)</p></div>
<p>Memori del motto di Peppino quest’anno, finiti i corsi, ci siamo riuniti per tre giorni con tutto lo staff nell’isola di Arturo.<br />
Si trattava di fare il punto della situazione, anche rispetto ad alcuni parametri che sono cambiati nel tempo, per adeguare il nostro servizio<span id="more-221"></span> a:<br />
-	l’età media dei nostri utenti che si è drasticamente abbassata nel corso dei 10 anni di vita della scuola<br />
-	l’ingresso, tra i docenti, di alcuni tra quelli che sono stati i più brillanti allievi di un grande dell’osteopatia, Alain Bernard, e che ne hanno degnamente raccolto l’eredità<br />
-	ed in generale i feedback che ci sono arrivati nel tempo grazie ai suggerimenti, le proposte ma anche i mugugni e le lamentele degli allievi.<br />
E così abbiamo praticamente invaso un piccolo albergo di charme, il Solcalante</p>
<div id="attachment_223" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-223" title="l1050091" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1050091.jpg" alt="l'hotel Solcalante a Procida" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">l&#39;hotel Solcalante a Procida</p></div>
<p>provocando come primo effetto la fuga precipitosa di una coppia di ospiti – due vecchie zitelle – che, illuse di godersi in pace questo angolo di paradiso, hanno evacuato in tutta fretta e non senza qualche vibrata protesta davanti alla nostra numerosa (e rumorosa) tribù di un paio di dozzine di teste tra adulti e bambini.</p>
<div id="attachment_232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-232" title="l1040737" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040737.jpg" alt="i bambini di EOP" width="400" height="309" /><p class="wp-caption-text">i bambini di EOP</p></div>
<p>Sistemati e sfamati adulti e bambini i lavori sono cominciati e la prima mezza giornata è passata per:<br />
-	puntare i nostri obiettivi: che osteopatia vogliamo insegnare e quale è il bagaglio teorico e pratico con cui un allievo deve uscire da EOP;<br />
-	chiarire la logica didattica: non senza qualche difficoltà è stato stigmatizzato il bisogno di uscire da una logica di scuola dell’obbligo, senza cadere in un eccesso opposto (né CEPU né scuola dell’obbligo è stata la parola d’ordine di questa fase);<br />
-	dare un assetto definitivo al meccanismo delle verifiche e dei controlli: al riguardo si è deciso che eventuali insufficienze nelle materie teoriche potranno essere riverificate in una sessione di settembre mentre per la pratica si sarà riverificati a fine dell’anno successivo (questo perché è più difficile colmare in pochi mesi una lacuna in una pratica).<br />
Tutta la giornata di sabato è stata dedicata alla ristrutturazione degli insegnamenti pratici.<br />
Per quanto riguarda il Cranio Sacrale è stato costituito il Gruppo di Studio Cranio Sacrale dell’EOP costituito da Marie Caroline Willeme, Tatiana Stirpe, Christian de Brabandere, Massimo Fabrizi ed Eddy Deforest. (Marie Caroline e Christian in collegamento via skype)</p>
<div id="attachment_225" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-225" title="l1040665" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040665.jpg" alt="gruppo di craniosacrale" width="400" height="347" /><p class="wp-caption-text">gruppo di craniosacrale</p></div>
<p>Nell’occasione sono state tracciate le nuove linee guida per lo studio del Cranio Sacrale durante i sei anni di corso.<br />
Le priorità erano:<br />
-	Stabilire una più agevole – per lo studente –  progressione pedagogica partendo da una base meccanica per arrivare gradualmente all’aspetto fluidico.<br />
-	Realizzare una migliore integrazione di questa materia con la globalità strutturale e viscerale.<br />
-	Approfondire l’aspetto clinico, per approcciare la neonatologia e le patologie dell’infanzia nella massima sicurezza.<br />
-	Acquisire le conoscenze e gli strumenti per comunicare senza difficoltà con altre figure professionali (pediatri, ortodontisti, gnatologi ecc…).<br />
-	In ultima analisi il problema che abbiamo individuato è di demistificare questo approccio grazie ad un’anatomia rigorosa e ad un esercizio palpatorio costante per trasformarlo, da una pratica spesso vista e vissuta dallo studente come un po’ esoterica, mai ben compresa e spesso ben presto abbandonata, in uno strumento per approcciare in studio i più svariati problemi in maniera pragmatica ed efficace.</p>
<p>Dall’altra parte lavorava il Gruppo di Strutturale  e, discutendo sui vari modi di eseguire una tecnica e su come mostrarla, inevitabilmente uscivano fuori gli aneddoti più vari e divertenti, di cui spesso era Alain il protagonista, e l’enorme mole di lavoro si è stemperata in un piacevolissimo amarcord.</p>
<div id="attachment_226" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-226" title="l1040693" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040693.jpg" alt="gruppo di strutturale" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">gruppo di strutturale</p></div>
<p>Tra le novità di questa materia un maggior numero di ore di pratica ed una serie di lezioni sulla clinica, , che saranno per gli allievi più esperti – 5°  e 6° anno – una  sorta di vademecum prezioso per la pratica di studio.<br />
Questa intensa giornata di lavoro si è chiusa in bellezza al ristorante Nettuno davanti a piatti di pesce squisiti ed ad un panorama mozzafiato</p>
<div id="attachment_227" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-227" title="l1050102" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1050102.jpg" alt="Procida, l'isolotto di Vivara e più dietro Ischia" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Procida, l&#39;isolotto di Vivara e più dietro Ischia</p></div>
<p>La domenica mattina, ancora un po’ tra i “fumi” della sera precedente è servita a limare qualche dettaglio, a parlare dei sussidi didattici (in perenne ristrutturazione), a programmare i postgraduate<br />
del prossimo anno, mentre i bimbi più grandi ci aspettavano pazientemente in giardino per un bel gavettone con i palloncini pieni d’acqua.<br />
Dopo pranzo qualcuno è partito, qualcun altro è rimasto ma in tutti noi l’impressione di aver compattato una bella squadra è stata dominante.<br />
L’appuntamento, a parte le riunioni periodiche a Roma, è per l’anno prossimo sull’Adriatico dalle parti di Eddy.<br />
Se lavorare – e vi assicuro che il lavoro è stato colossale – fosse sempre così divertente…</p>
<div id="attachment_228" class="wp-caption aligncenter" style="width: 450px"><img class="size-full wp-image-228" title="l1040725" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040725.jpg" alt="i docenti EOP" width="440" height="309" /><p class="wp-caption-text">i docenti EOP</p></div>
<div id="attachment_229" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-229" title="l1040739" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2009/07/l1040739.jpg" alt="Paolo (pasotti) infortunato con il figlio" width="400" height="418" /><p class="wp-caption-text">Paolo (pasotti) infortunato con il figlio</p></div>
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		<title>Un punto  da chiarire definitivamente</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 08:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Dario Vitale Due righe per ribadire un concetto che, pur fondamentale, stenta a passare e dalla cui cattiva interpretazione nascono conflitti e malumori che non hanno ragione di esistere. Tutto nasce da termini – scuola, esami, rimandare, bocciare – usati per comodità e consuetudine, ma assolutamente inadatti, inadeguati alla nostra realtà e fonte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Dario Vitale<br />
Due righe per ribadire un concetto che, pur fondamentale, stenta a passare e dalla cui cattiva interpretazione nascono conflitti e malumori che non hanno ragione di esistere.<br />
Tutto nasce da termini – scuola, esami, rimandare, bocciare – usati per comodità e consuetudine, ma assolutamente inadatti, inadeguati alla nostra realtà e fonte di malintesi.<br />
La nostra scuola non fornisce un titolo – come del resto tutte le altre scuole di osteopatia italiane – ma  una formazione.<span id="more-214"></span><br />
Il titolo (che non ha valore legale per la mancanza di un riconoscimento ufficiale della pratica osteopatia) acquista una valenza di marchio di qualità solo se siamo capaci di garantire il necessario rigore nell’attribuzione dello stesso, rilasciandolo solo agli allievi che padroneggiano le capacità teorico-pratiche necessarie per essere osteopata.<br />
D’altronde un titolo senza preparazione non è neanche negli interessi dell’allievo.<br />
Pensate ad una scuola che vi rilasci un titolo altisonante (casomai sponsorizzato da qualche università) e che non fornisca la corrispondente conoscenza, (perché, non dimenticatelo, è nei risultati che si giudicherà il vostro livello professionale) Quel titolo sarebbe, anche se molto colorato, solo carta straccia.<br />
La logica degli esami e delle promozioni va riletta alla luce di queste considerazioni<br />
Cosa succede quindi quando in una verifica ci troviamo di fronte a lacune più o meno importanti?<br />
Avvisiamo il nostro utente del problema e cerchiamo di trovare il modo più idoneo per colmare le suddette lacune.<br />
Per cui “rimandare” a settembre la verifica di una materia o addirittura fermare l’allievo per un anno in caso di situazioni più profonde e preoccupanti non è un fatto punitivo. Non ci sono i professori che puniscono l’allievo perché non ha studiato. Non è il nostro compito. Quello che trovate sono dei  “preparatori” che oggettivamente riscontrano dei problemi e vi segnalano la necessità di risolverli prima che sia tardi. Perché le lacune accumulate vi porterebbero in una situazione di confusione tale da rischiare di abbandonare il percorso con grave nocumento per il vostro tempo, il vostro portafogli, ma soprattutto la vostra autostima<br />
E non conviene neanche di stare a fare troppi confronti con gli altri colleghi perché quello cui noi tendiamo è di personalizzare il più possibile la nostra formazione, tenendo conto dei tempi e delle difficoltà di ognuno e dell’obiettivo finale comune, formare dei professionisti, degli osteopati con la O maiuscola.<br />
dario  vitale<br />
P.S.: Non so quanto tempo ancora dovrò ribadire questi concetti, ma mi perdonerete se continuerò a farlo perché sono alla base di tutta la nostra logica didattica.</p>
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		<title>Dove va l&#8217;osteopatia?</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 08:56:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stiamo scrivendo queste due righe – io e Eddy – alla fine di una giornata in cui abbiamo assistito ad un post graduate di cui, per diplomazia o per decenza, taceremo il titolo ed il luogo. Se la prima parte, durante la mattinata, è stata decorosa soprattutto grazie ad un’anatomia molto ben curata, questo pomeriggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo scrivendo queste due righe – io e Eddy – alla fine di una giornata in cui abbiamo assistito ad un post graduate di cui, per diplomazia o per decenza, taceremo il titolo ed il luogo.<br />
Se la prima parte, durante la mattinata, è stata decorosa soprattutto grazie ad un’anatomia molto ben curata, questo pomeriggio un americano dal nome altisonante prima ci ha proposto i lavori di Korr e Denslow, lezione che nella nostra scuola diamo al primo anno.<br />
Poi ci ha propinato un pastone sull’unità corpo – mente – spirito, saltabeccando tra citazioni bibliche e new age, mentre aspettavamo invano un po’ di neurofisiologia seria.<span id="more-210"></span><br />
Adesso, consolati da una buona cena e dal bellissimo panorama di Atri, Eddy attacca:<br />
“Se questo è il livello dei post graduate, i nostri allievi sono in una botte di ferro.”<br />
“È la stessa cosa che ha detto Paolo La Valle dopo il post graduate di  Milano sulle tecniche a leva corta” ribatto.<br />
“Ma la cosa che mi preoccupa – aggiunge Eddy – è che l’osteopatia in questa deriva tra lo spiritualismo e l’esoterico, l’emozionale e la bioenergetica, sta perdendo la sua anima e, soprattutto, la sua manualità”.<br />
“Certo che far attraversare l’Atlantico a qualcuno per sentire simili banalità, e far perdere dei giorni di lavoro a dei professionisti…”<br />
“Vabbè, non ci pensiamo più, andiamocene a letto.”<br />
E speriamo che il seminario di domani ci contraddica.<br />
Dario Vitale</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiarimenti da Dario</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 15:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[craniosacrale]]></category>
		<category><![CDATA[la filosofia della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[A radice di quanto letto nel forum e delle preoccupazioni manifestate da alcuni allievi, fermo restando che mi associo alle espressioni di gratitudine verso Sophie, sento il dovere di fare alcuni chiarimenti. Non ci sono segreti e dietro le quinte di EOP non c’è niente di nascosto o indicibile. Abbiamo scelto di potenziare quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A radice di quanto letto nel forum e delle preoccupazioni manifestate da alcuni allievi, fermo restando che mi associo alle espressioni di gratitudine verso Sophie, sento il dovere di fare alcuni chiarimenti.<br />
Non ci sono segreti e dietro le quinte di EOP non c’è niente di nascosto o indicibile.<br />
Abbiamo scelto di potenziare quella che da sempre è stata la vocazione della nostra scuola: quella strutturalista.<span id="more-204"></span><br />
Questa nostra scelta (annunciata già peraltro nel video pubblicato in marzo sul sito della scuola “EOP compie 10 anni”) comporta un nuovo assetto che prevede l’insegnamento tra l’altro di un craniosacrale “più strutturale” nei primi tre anni lasciando l’insegnamento di Sophie per il quarto quinto e sesto anno insieme agli insegnamenti di altri docenti di grosso calibro come Debrabander, Finet, William etc. Questo perché abbiamo verificato che dal quarto anno si è più pronti ad assimilare concetti più delicati e complicati che negli allievi dei primi anni (a cui è gia richiesto un grosso sforzo) porterebbero solo confusione  “bruciando” la capacità e la voglia di comprendere il cranio nella maggior parte dei giovani discenti (come già è avvenuto in passato).<br />
Sophie Commermann non è d’accordo con le nostre analisi e le nostre scelte. Ce ne dispiace molto perché ha costituito una delle colonne portanti di EOP in questi anni (e di questo la ringraziamo) ma non possiamo far altro che prendere atto di questa sua posizione.<br />
Divideremo l’insegnamento di Sophie tra Mariecaroline Willeme (che aumenterà le sue ore di insegnamento presso EOP) , Massimo Fabrizi e Tatiana Stirpe  che, senza nulla togliere alla bravura della Commermann, sono sicuramente professionisti seri e preparati.<br />
Dario Vitale</p>
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		<title>Arrivederci Sophie</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 16:39:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per ribadire e rinforzare l’impronta “strutturalista” che per tradizione e per vocazione contraddistingue la nostra scuola, abbiamo scelto di erogare gli insegnamenti di tipo più “funzionale” a partire dal IV anno; in quest’ottica l’insegnamento di Sophie Commermann si sarebbe allineato a quello dei vari collaboratori “esterni”: De Brabandere, Finet, Williame ecc… Sophie non è d’accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per ribadire e rinforzare l’impronta “strutturalista” che per tradizione e per vocazione contraddistingue la nostra scuola, abbiamo scelto di erogare gli insegnamenti di tipo più “funzionale” a partire dal IV anno; in quest’ottica l’insegnamento di Sophie Commermann si sarebbe allineato a quello dei vari collaboratori “esterni”: De Brabandere, Finet, Williame ecc…<br />
Sophie non è d’accordo su questa linea e ci scrive:<span id="more-200"></span></p>
<p>“Cari Dario e Eddy,<br />
Ho lasciato passare un po’ di tempo dal nostro ultimo incontro in  modo di far maturare la mia decisione.<br />
Ho ragionato attorno alla vostra proposta di insegnare come collaboratrice esterna della scuola e mi sembra decisamente più opportuno, per tutti, lasciare del tutto la scuola.<br />
In ogni modo Vi sono molto riconoscente di avermi permesso di  insegnare nella scuola. Mi è stato di un grande aiuto nella mia  crescita personale e ne avrò per sempre un bellissimo ricordo.<br />
Vorrei il prossimo week-end chiudere l&#8217;anno informando gli allievi  della mia decisione.<br />
Ci vediamo venerdì.<br />
Con affetto<br />
Sophie”</p>
<p>Prendiamo atto di questa decisione e la rispettiamo, augurando a Sophie ogni bene – dal punto di vista umano e professionale, e la ringraziamo del prezioso contributo che ci ha  donato in questi anni.<br />
La Direzione</p>
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		<title>Lettera agli allievi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 16:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[la filosofia della scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Una lettera dalla direzione con una prefazione: “Le motivazioni più efficaci per sostenere un prolungato impegno di studio sono in genere quelle che ci derivano dal bisogno di autorealizzazione quali ad esempio il desiderio di ampliare le proprie conoscenze e il piacere di apprendere, oltre che al bisogno di soddisfare gli altri per sentirci accettati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera dalla direzione con una prefazione:<br />
<em>“Le motivazioni più efficaci per sostenere un prolungato impegno di studio sono in genere quelle che ci derivano dal bisogno di autorealizzazione quali ad esempio il desiderio di ampliare le proprie conoscenze e il piacere di apprendere, oltre che al bisogno di soddisfare gli altri per sentirci accettati a livello sociale.<br />
Spesso la scuola sembra organizzata in modo da sollecitare un impegno di studio stimolando nello studente sentimenti di paura e il desiderio di evitare conseguenze negative.<span id="more-170"></span><br />
Alla motivazione da paura finiamo in genere con l&#8217;abituarci o spesso reagiamo imparando a evitare i castighi, più che a raggiungere obiettivi positivi.<br />
Un allievo che studia perchè ha paura di ricevere un brutto voto potrà più facilmente apprendere a copiare o ad andare al compito con alcuni bigliettini in tasca, piuttosto che imparare ad applicarsi con interesse e gioia allo studio.” (dal libro “il piacere di apprendere” di Francesco Rovetto)</em></p>
<p>Cari allievi,<br />
all’interno della nostra scuola si è instaurata una deriva che quasi sicuramente è da  attribuire alle cattive abitudini prese in tenera età nella scuola dell’obbligo e che, nonostante tutto, ci portiamo appresso.<br />
Mi sembra quindi giusto, per evitare frizioni e attriti che rendono l’atmosfera di studio pesante, sgombrare il campo da una serie di malintesi non espressi ma che influiscono negativamente nel rapporto tra il docente e l’allievo.<br />
I termini stessi della questione or ora espressi (docente –allievo) sono fuorvianti perché sono la causa stessa degli equivoci.<br />
Penso infatti che sia più giusto nel caso della nostra scuola e di altre realtà simili di parlare di rapporto allenatore/preparatore-atleta  o se preferite facilitatore-utente.<br />
Infatti la nostra struttura (EOP) fornisce un servizio che consiste nel formare gli utente dandogli tutte le conoscenze teoriche e pratiche per poter esercitare con successo la professione di osteopata. In più, nel caso specifico della nostra scuola, si impegna anche a fornire conoscenze che non attengono all’osteopatia in senso stretto ma a tutte quelle capacità di farsi conoscere e comunicare con i pazienti che è propria di ogni terapeuta che si rispetti. E’ per questo motivo che nella nostra scuola si tengono seminari che vanno sotto il nome de “il mestiere dell’osteopata” dove si parla di immagine, relazione terapeutica, pubblicità, customer care etc.<br />
E’ chiaro che in questa prospettiva gli esami e le prove di controllo servono a due scopi precisi che niente hanno a che vedere con lo schema “punitivo” scolastico tradizionale.<br />
•    Da un lato scoprire quanto della formazione  erogata dalla scuola ha raggiunto il suo obbiettivo e porre rimedio alle eventuali mancanze<br />
•    Assicurarsi che gli utenti abbiano VERAMENTE imparato a padroneggiare tecniche e concetti perché una mancanza in tal senso può significare guai per il futuro professionista e discredito per tutta la categoria e il titolo di studio.<br />
Il tutto visto in un prospettiva di collaborazione e NON di contrapposizione.<br />
Il docente /allenatore/preparatore non è un giudice ma piuttosto una sorta di tutore che ti segue e ti sostiene mentre fai i primi passi e impari a camminare.<br />
Qui (nella nostra scuola) non ci sono castighi o pagelle da fare firmare dai genitori!<br />
Siamo soggetti maggiorenni che hanno fatto un contratto: da un lato (la scuola e i docenti) di formare al meglio possibile un osteopata dall’altro (gli allievi/utenti) quello di metterci il massimo impegno per apprendere le tecniche e i concetti insegnati.<br />
Tutto qui ne più ne meno!<br />
Non è il pezzo di carta (il titolo) che ci qualifica come buoni osteopati ma i risultati che otterremo nel nostro studio e la sicurezza in se che dimostra un professionista che sa il fatto suo. E questo noi docenti di EOP l’abbiamo ben chiaro!<br />
Roma, 22 marzo 2009</p>
<p style="text-align: right;">La direzione EOP</p>
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